LUCE A MILANO

targa centrale elettrica

Targa in via Santa Radegonda, Milano

 

La prima centrale elettrica a Milano

Il 18 marzo 1877 fu realizzata una delle prime prove di illuminazione elettrica della città: un faro fu collocato in piazza Duomo per illuminare la cattedrale. Gli esperimenti legati alla luce elettrica continuarono durante l’Expo del 1881, per culminare nello stesso anno con l’illuminazione elettrica della Galleria con venticinque lampade ad arco della Siemens (non molto comode per la verità, visto che ogni otto ore era necessario sostituire le lampadine).

Umberto Boccioni, Rissa in Galleria

Boccioni Umberto, Rissa in galleria, 1910, olio su tela, 76×64 cm, Pinacoteca di Brera – Milano.

Ma la spinta decisiva all’arrivo dell’illuminazione elettrica a Milano si deve all’ingegner Giuseppe Colombo, che recandosi alla Mostra internazionale dell’elettricità di Parigi poté ammirare il funzionamento delle enormi dinamo della Edison lì esposte. Fu lui a spingere per la creazione a Milano di un comitato per le applicazioni dell’elettricità con il sistema Edison. E sempre lui si imbarcò alla volta di New York per osservare Thomas Edison al lavoro. Era finito il tempo degli indugi: l’ingegner Colombo propose di dotare Milano di una centrale elettrica sullo stesso modello di quella che si stava costruendo in Pearl Street a New York. Si cominciò subito la costruzione della nuova centrale elettrica in via Santa Radegonda, a pochi metri dal Duomo, sullo spazio occupato da quello che ai tempi era il famosissimo Teatro di Santa Radegonda.
La centrale fu attivata nell’estate del 1883 (record notevole se consideriamo che fu la seconda al mondo dopo quella di New York) e permise di dotare di illuminazione elettrica il Teatro Manzoni in piazza san Fedele (che oggi non esiste più) e qualche tempo dopo anche la Scala (per illuminarla servirono ottocentonovantatre lampadine, di cui solo trecentoquarantaquattro erano nel grande lampadario centrale). In breve i cittadini, contenti della comodità della luce elettrica, si scordarono anche di quella inguardabile ciminiera alta sessantaquattro metri che sorgeva accanto al Duomo e serviva per espellere i fumi del carbone bruciato per far girare le imponenti turbine Jumbo (il nome deriva dal famosissimo elefante dello zoo di New York). Nel 1884 fu creata la Edison s.p.a., che aveva il compito di gestire il nuovo servizio. Ricordiamo che le prime bollette della luce ricevute dai milanesi erano scritte in inglese e compilate una a una dall’americano John Williams Lieb, chiamato a Milano come consulente. La diffusione della corrente elettrica fu da allora inarrestabile: nel 1887 la luce elettrica illuminava le strade e nel 1893 fecero la loro prima comparsa i tram elettrici.
Oggi la seconda centrale elettrica del mondo non esiste più (si trovava dove oggi c’è il cinema Odeon), ma in suo ricordo è stata posta una targa che ricorda  “l’inizio di una nuova era per il progresso civile e industriale del nostro Paese”.[1]


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[1] G.Margheriti, 1001 cose da vedere a Milano almeno una volta nella vita, Newton Compton, Roma, 2010 p. 49

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