IL CORRIDOIO GIALLO

corridoio monte amiata

Uno dei corridoi del Complesso abitativo Monte Amiata

 

Complesso abitativo Monte Amiata

Si tratta di un intervento di grande dimensione a cui prendono parte il fratello M. Aymonino, A. De’Rossi e S. Messarè.
Nell’impostazione di lavoro, Aymonino ha ignorato il territorio e i rapporti con l’intorno in quanto area priva di suggerimenti, specialmente dal punto di vista naturale. Il progetto finale ha per cui accentuato il distacco dall’intorno, cercando di elaborare un piano ben più compatto[1]. L’idea dominante del complesso del quartiere “Monte Amiata” è quella di una costruzione articolata, composta da cinque corpi di fabbrica rispondenti al carattere dell’edilizia economico popolare. Gli edifici a cortina alti sino a m. 24,00 sono aperti verso il centro in modo da ricavare ampi spazi destinati all’aggregazione sociale.
Tali edifici sono caratterizzati da varie tipologie di appartamenti: monocamera 26 mq., appartamento piccolo 80 mq., appartamento medio 100 mq.,appartamento grande 150 mq. All’interno del complesso si possono trovare diverse tipologie residenziali: maisonnettes a patio al primo piano, duplex ai piani intermedi, alloggi a mansarda all’ultimo piano.[2]

complesso abitativo monte amiata

Complesso abitativo Monte Amiata

Aymonino con rompe la tradizionale concezione dell’edificio privato in quanto non ha progettato dei semplici appartamenti, ma li ha completati con dei servizi di loro pertinenza e con spazi aggiuntivi inseguendo l’idea di una città complessa e tumultuosa. Il Gallaratese diventa rapidamente modello di riferimento disciplinare sia sul piano linguistico che figurale per la possibilità di interferire sui processi aggregativi della residenza periferica portandoli ad una riconoscibilità urbana.[3]

 

 

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